Siticibo nasce da due presupposti: il primo è la consapevolezza che nel nostro paese grosse quantità di alimenti non consumate vengono quotidianamente distrutte, con costi notevoli a carico sia delle aziende, sia della collettività.
Il secondo è rappresentato dalla effettiva crescita della domanda di aiuti alimentari da parte di persone bisognose negli ultimi anni. Nella sola città di Milano sono stimate in 162 mila le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà: anziani, stranieri, famiglie monogenitore, etc.
Alle origini del progetto Siticibo c'è quindi il desiderio autentico, da parte di alcune persone, di agire concretamente per trasformare gli alimenti invenduti, e di norma smaltiti, in risorsa per chi ha bisogno.
Il primo passo fatto in questa direzione è stato il coinvolgimento degli organi istituzionali competenti, al fine di creare i presupposti giuridici per questa nuova attività. Il 25 giugno 2003 il Parlamento italiano, primo in Europa e secondo solo agli Stati Uniti, ha approvato la Legge n 155/2003, detta "del Buon Samaritano", che rende possibile il recupero di cibo a scopo benefico.
Siticibo nasce per rendere concreta questa legge e sviluppare un servizio in grado di raccogliere la disponibilità alimentare in eccesso, per trasferirla e chi ne ha bisogno per vivere.
Un italiano in media butta via ogni anno 27 Kg di cibo ancora commestibile.
Il 15% della pasta e del pane e il 18% della carne che arriva sulle nostre tavole finisce in pattumiera.
In totale sono 6 milioni le tonnellate di cibo gettate ogni anno in Italia con le quali si potrebbero sfamare 3 milioni di persone.
(Corriere della sera 17/02/08)
In Italia secondo l'ultima indagine ISTAT (luglio 2009) le famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni e 737mila, per un totale di 8 milioni e 78 mila persone.
Questi 8 milioni di persone non hanno la possibilità di avere una dieta alimentare diversificata, risiedono in abitazioni poco confortevoli e fanno fatica ad "arrivare a fine mese".